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lunedì 27 giugno 2016

The Conjuring - Il caso Enfield

14:38
Due settimane fa ero in sala, lo schermo stava per proiettare The Neon Demon. Partono i trailer, che io malsopporto ma che il cinema mi propina forzatamente ogni volta. Parte quello di The Conjuring - Il caso Endfield. Mi convince, guardo Riccardo con sguardo sognante, ricevo come risposta un netto 'No.'
(Riccardo, lo dico per i lettori occasionali, è la povera anima che sopporta la mia ben poco gradevole compagnia. Tenetelo a mente, perché è molto presente sul blog e sarà il protagonista di questo post che prevedo di una lunghezza sconsiderata.)
Riassunto per gli impazienti: mi è piaciuto tanto e mi ha fatto paura.
Avrei solo preferito vederlo senza essermi coccata il trailer prima.

Siccome la femmina della coppia sono io, ecco quello che è successo:
al cinema ci siamo andati
colma di misericordia, ho acconsentito a far venire con noi il nostro amico scemo, affinchè Riccardo avesse un'ulteriore manina da stringere qualora la tensione si fosse fatta insostenibile, il che è avvenuto abbastanza alla svelta. Tutto si può dire di Wan, ma lento proprio non è.
Per raccontarvi cosa altro è successo ieri sera, devo sottoporvi a qualche spoiler ma niente di che.

Il caso Enfield che dà il (sotto)titolo al film è quello della famiglia Hodgson. È una vicenda piuttosto nota a chi, come chi scrive, bazzica per storie paranormali che si spacciano per vere. Se anche solo una volta avete cercato faccende simili su Google siete sicuramente incappati nella storia di questa madre divorziata, con quattro figli a carico, una situazione di ristrettezze economiche e fenomeni bizzarri ad infestarle la già malconcia casa. Sicuramente avete visto questa foto da qualche parte:


La trama del film, insomma, è questa. Madre sola, figli piccoli in età scolare, entità che si palesa a disturbare la loro (mancata) quiete. In particolare ad essere presa di mira è Janet, la minore delle figlie femmine, 11 anni. Per capire cosa succede e valutare se sia il caso di richiedere l'intervento della Chiesa Cattolica, intervengono gli amatissimi e bellibelliinmodoassurdo Warren, i soliti Ed e Lorraine a cui vogliamo così bene. Se la Farmiga e Wilson dovessero mai figliare, cosa che spero perché qui è partita una ship di quelle importanti, ne uscirebbe una creatura dalla chiara appartenenza angelica. Galeotta fu la scena in cui quel bell'uomo di Patrick Wilson, armato di chitarra e sguardo pieno d'amore, canta ai bambini la sola canzone di Elvis che mi sia mai piaciuta, I can't help falling in love with you.

Ciò detto, passiamo alla cosa che mi ha incuriosito di più durante la visione, oltre ovviamente al film: Riccardo, e il suo modo di guardare i filmacci brutti che fanno paura.
Facciamo una piccola presentazione del personaggio per i soliti lettori occasionali di cui sopra.
Lui guarda un buon numero di film, ha una certa esperienza, ma le sue preferenze vanno sempre sul fantasy e sulla fantascienza pura. Parliamo di uno che tutte le sere dice una preghiera a Gandalf e che non è ancora certo di avere superato la dipartita di Han Solo, eroe della sua infanzia. Gli horror gli fanno una discreta paura, ma questo non lo ha mai fermato dall'accompagnarmi (nonostante gli sia stato fatto notare che posso andare al cinema da sola e cavarmela, EHM).
Quando inizia a salire la tensione, lui ha un rituale che al confronto Nadal prima di battere pare non faccia niente. Intanto, parla. Ridacchia, cerca dettagli in scena (e lui ha un occhio per i dettagli insignificanti che non ho mai trovato in nessun altro), commenta le cose a voce alta. Ho quasi la sensazione che dire le cose a voce alta lo aiuti a riportarle nella loro dimensione di finzione. La cosa peggiore, però, è che inizia a farmi i grattini sul polso, sempre nello stesso identico punto, rischiando di mandarmi alla neuro.


Questo volendo ci potrebbe anche stare, diciamocelo. La paura è lecita se non sacra, e The Conjuring 2 la sua bella paurina la fa eccome. C'è qualche spaventino di quelli da saltello possente sulle poltrone, ma poca roba. Come era stato con il primo film della saga (la possiamo già definire così?) Wan ha trovato il punto di forza nel creare atmosfere incredibilmente funzionanti, e se la paura del saltellino passa subito, l'aria pesante resta dentro e anche quando finisci il film e vai a mangiare una gigantesca pizza di quelle alte una spanna ti senti il fiato sul collo. Il fiato di un vecchio.
La cosa di Riccardo che mi infastidisce/incuriosisce di più quando siamo al cinema, però, è la sua totale incapacità di sospensione dell'incredulità. (Tre volte al contrario allo specchio e il mio faccione spunterà a torturarvi nel sonno)
Non è capace di godersi un film per intero, così com'è. Lui deve mettere in dubbio, lui deve capire alla perfezione, lui cerca di 'risolvere il caso' prima che lo faccia il film, lui vuole LO SPIEGONE. E io, ogni singola volta, gli dico di rilassarsi, di godersi quello che viene, di lasciarsi trasportare. Ma lui niente. Ci provo a dirgli che il bello è proprio quello, è proprio sentire crescere la tensione, sapere che ti spaventerai (perché lo sai sempre), spaventarti comunque, e provare quel sollievo tipico che si percepisce quando finalmente il male ha un volto che non sarà mai brutto quanto quello che stavi immaginando.
Esempio, che secondo me vi fa capire ala perfezione di che tipo stiamo parlando: Janet è APPESA AL SOFFITO. Tenuta su dalla forza malefica che sta cercando di farsi largo dentro di lei. Viene improvvisamente risucchiata attraverso il soffitto, per ritrovarsi nella stanza al piano di sopra. Risucchiata, Attraverso. Il. Soffitto. Per entrare nella stanza ritenuta il centro delle attività paranormali. La scena non è impressionante a vedersi, ma sta 11enne stava appesa al benedetto soffitto! Ha attraversato la parete!
Sua reazione: 'Sì ma sta roba non è possibile!'
Trattengo il 'MA VAH?' a malapena. Questo si guarda i film in cui la gente combatte nello spazio con le spade laser (le spade laser) ma se in un horror in cui si parla di fantasmi e demoni una bambina passa attraverso le pareti a lui pare strano. E il 'tratto da una storia vera' non c'entra, eh. Non gli torna e basta.


Ora, perché parlare così a lungo delle sue reazioni al cinema? Perché sono reazioni comuni ad una fetta molto alta di popolazione. Immagino non sia un'esclusiva del multisala di Cremona, secondo me i giovani che fanno così li avete anche nel vostro cinema. Certo, poi magari non tutti vanno a vedere su Google le corrette classificazioni dei demoni, ma capite bene che se questo sta con me da quasi 5 anni bene bene non sta.
Ma forse è questo il punto di The Conjuring - Il caso Enfield. Ha tutte le potenzialità per piacere a chiunque, per intrattenere chiunque. Ognuno poi ne trae quello che più lo aggrada: se sei un'ingegnere psicopatico passi le due ore a cercare spiegazioni fisiche a fenomeni che proprio per loro natura non ne hanno, se magari sei un appassionato di orrore ti siedi e ti godi lo spettacolino che Wan ha preparato per te, se sei scemo come il nostro amico cerchi le immagini di gattini su Google per resistere. Sono due ore di giostra, che passano come se fossero il minuto convenzionale di Blue Tornado. Sta a te decidere se chiudere gli occhi e farti sballonzolare in giro dai binari o se studiare come la meccanica ti porti così in alto senza farti cadere.
Tanto fa paura comunque.

domenica 29 dicembre 2013

I film più chiacchierati dell'anno che non ho recensito proprio perchè erano troppo chiacchierati

14:25
Il 2013 sta andando, amici, time to say goodbye.
Siccome, come avrete notato, su MRR non ci sono quasi mai classifiche di fine anno o similia, ho deciso di chiudere il mio anno raccontandovi la mia opinione sui film che hanno generato più rumore sulla blogosfera.
Non ci saranno tuttituttitutti i film dell'anno, e nemmeno tutti quelli più chiacchierati, semplicemente perchè il mio 2013 è stato all'insegna del 'recupero i grandi classici che finora non ho guardato'. Ho quindi snobbato senza ritegno le uscite in sala, perchè, onestamente, quest anno sono stati davvero pochi i film che mi hanno fatto venir voglia di spendere soldini al cinema.
Annata vintage quindi, per me, che si è rivelata formativa, interessante, curiosa, diversa.
Con questa piccola carrellata vi auguro un 2014 felice, stimolante e divertente e con tanti bei film da vedere. (Il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West!!)

The Bay.



Colpire gli Stati Uniti nel loro giorno speciale con un'epidemia a base di bestiacce che ti divorano da dentro e Oren Peli. La cosa più incredibile di tutto ciò è che nonostante queste premesse il film funziona, funziona davvero. Nel senso che dopo averlo visto per almeno un paio di settimane ogni singolo scarafaggio diventa un mostro inaffrontabile, come mia mamma quando la sveglio di notte per uccidere il suddetto scarafaggio. Finalmente qualcuno ridà gloria ai mockumentary, diventati così mainstream, ma pur sempre uno dei miei primi amori.

Django Unchained.  (divagazione dovuta, perchè amici, è Quentin)



POSSIAMO PER PIACERE DARE UN OSCAR A DI CAPRIO? Non il Tarantino della vita, ma una sparatoria così figa l'ho vista poche volte. E al 'Ciao piccola peste' sono svenuta con lei. Tenerone di un Quentin che non sei altro!

The ABCs of death.



26 corti di 4 minuti l'uno per mostrare 26 modi per morire. Il progetto sulla carta è davvero interessante, peccato che in pratica con quel poco tempo a disposizione i registi sono costretti a puntare sull'effetto shock o sul disgusto, in quella che sembra essere una gara a chi sfrutta meglio il tempo. Il mio amore grande Ti non delude e shocka davvero, il maledetto. I giapponesi hanno qualche problema grosso nella testa e io una visitina gliela consiglierei. Ah, non ho capito benissimo C for Cycle, se qualcuno me lo vuole spiegare, prego! 
(Si ringrazia very much col corazon Erica del Bollalmanacco che mi ha indirizzato verso i torrenti a cui attingere!)

The Conjuring – L'evocazione.



La più sfigata delle abitazioni d'America diventa la nuova dimora dei Perron che poracci dovranno combattere insieme ai Warren (Sì, quelli di Amytiville, sempre loro) per scacciare fantasmi/demoni/entità/streghe. Un mucchio di gente. Bambola immancabile (dimmi, One, la mamma ti ha nascosto i giocattoli quando eri piccolo? Perché stai così in fissa?) ma soprattutto: NON MI HAI DETTO COSA HA VISTO LORRAINE NEGLI OCCHI DEL POSSEDUTO.
Però sei sempre bravo, mannaggia a te.

La notte del giudizio.



La premessa è credibile come Silvio che annuncia il ritiro dalla politica, ma il risultato è un home invasion quasi da cardiopalma, che riesce a inquietare con giochi d'atmosfera ben fatti e con personaggi (la squadra dei giovani 'assalitori') che si divertono e fanno bene quello che serve. Interessanti anche le piccole sottotrame emotivo-morali, ma secondo me le persone erano troppo spaventate per badarci realmente.

John dies at the end. 



La carissima Beatrix Kiddo di Cinquecentofilminsieme quando ha parlato di questo film l'ha definito 'un luna park dell'assurdo incredibile'. Mai definizione fu più perfetta, perchè Coscarelli aveva a disposizione poco più di un'ora e mezza ed è riuscito a metterci: una droga chiamata SALSA DI SOIA (è un genio, sì?), dei baffi volanti, gente che parla attraverso gli hot dog, mostri fatti di carne surgelata, creature che chissà cosa sono, Marconi che fa scoppiare il mostro di carne attraverso il telefono, gli alieni, una tipa che è alta e bionda, anzi no, è bassa e mora. Questo non è un film, è una visione mistica. E John è il mio personaggio dell'anno, ma non vi dico se muore davvero o meno. 

Evil dead. Ah, no, di quello ne ho parlato. Tutti qui.


Carrie, ti aspetto al varco, e ti conviene stare attenta, perchè lo sguardo di Satana sarà il mio.

martedì 23 luglio 2013

Insidious

16:00
(2011, James Wan)



Qualche tempo fa, da queste parti si parlava anche di Insidious, con gli stessi toni discordanti che si leggono più o meno ovunque. Qualche giorno fa, poi, ho parlato di Poltergeist e si può dire che il film di Wan sia una specie di opera dedicata al lavoro di Hooper, vista l'infinita quantità di citazioni che contiene. Sembra quasi un remake, da tanto che lo cita.

Stavolta è il turno della famiglia Lambert, che dopo il trasferimento nella casa nuova è costretta a subire il grande dolore di vedere uno dei propri figli, Dalton, cadere in coma senza un apparente spiegazione medica. Come se ciò non fosse sufficiente, cominciano ad avvenire strani fenomeni nella casa, che non si placano nemmeno dopo che la famiglia trasloca nuovamente.



Andiamo subito al sodo: da che parte mi schiero?
Avevo un'opinione su Wan che lo rappresentava come mediocre, non mi aveva mai lasciato senza fiato. Fino ad ora. Credevo di avere già visto questo film, ma è chiaro che lo avevo confuso con qualcosa dal titolo simile! Ciao memoria, ciao.

Ad una visione superficiale, Insidious può apparire confuso (fantasmi? Demoni? Entrambi? Cosa piffero siete, quanti siete, cosa volete?), eccesivamente citazionista e con i titoli di testa più brutti che io abbia mai visto.
I titoli di testa continuano ad essere brutti, ma il film merita una rivalutazione. Rivalutazione data dal fatto che il sior James è bravo. Non avevo minimamente fatto caso a lui in Saw, e nemmeno in Dead Silence. Ma qui la sua presenza è sgomitante, i movimenti, le luci e l'atmosfera fanno paura.
L'ho detto, paura.
Per dirne una. La suocera racconta il suo sogno e già ti angoscia un pochino perché chissà che ansia aveva al mattino poveretta. Cambio di inquadratura e SBAM.

 



Bastardello.
Lo SAPEVO che ci sarebbe stato, ma porco cane che spavento. E questo significa che sei bravo, perché se mi anticipi così abbondantemente lo spavento e riesci a farmi sussultare comunque, sei proprio bravo. Tutto un gioco d'atmosfera, lo stesso gioco che avevi usato in DS ma con meno successo. Hai trovato la formula giusta per funzionare con me. Cosa importa poi se mammina e papino recitano come Lilli e il vagabondo.

 
La rivalutazione dovuta di cui parlo su, però, va a sbattere improvvisamente contro la storia dei viaggiatori. Io ne ho sentite tante di cagate nella mia vita, e ho sentito anche tanti escamotage cinematografici creati per raggiungere uno scopo, ma questo è il peggiore di tutti, proprio no. Mi spiace, ma no. Mi sembrava di leggere uno dei libri di Geronimo Stilton in cui si usa la macchina del tempo. Brutto.
MA ci si riprende nel finale, che sembra uno di quei finali alla Raimi dove vorresti dire solo un gran vaffa e sperare che arrivi a destinazione.


Immancabili sono i faccioni incerati che al regista piacciono tanto, e che solo lui può rendere così incredibilmente inquietanti. Altrettanto inquietanti sono quei due avanzi di idioti degli esperti di paranormale, che diosolosa se sono stupidi. Che personaggi poco utili, poco interessanti, poco divertenti. Avrebbero risparmiato dei bei soldini a tagliarli. La citazione a Poltergeist l'avremmo capita comunque.

A proposito. Com'è che negli Stati Uniti si trovano così facilmente degli appasionati di fantasmi sempre dotati di macchinari di varia natura? Hanno un'apposita sezione sulle Pagine Gialle?

giovedì 18 aprile 2013

Dead Silence, James Wan

11:44

Titolo originale: Dead Silence

Anno: 2007

Durata: 91 min.

Trailer:



James Wan è uno che si colloca nel mezzo. Non fa ottimi film, non fa schifo.
Che poi è la peggiore delle situazioni.
E anche questo Dead Silence, se ne sta lì, nel triste limbo della mediocrità.

Inizia tutto una bella sera, quando a casa di Jamie viene recapitato un pupazzo. Di quelli da ventriloquo, per intenderci. Lui esce, torna, e sua moglie è morta. Il giallo si infittisce, chi può essere stato?

Ma chi vuoi che ti creda se vai a dire in giro che un pupazzo ha ammazzato tua moglie? Se ti va bene ti mettono in manicomio, se ti va male accusano te e ti mettono in galera.

Che è quello che rischia il povero Jamie, oltre il danno la beffa. Quindi da bravo cavaliere si mette ad indagare e risale alla meravigliosa figura di Mary Shaw, proprio un bel donnino.
 
 

Quei pupazzi del piffero sono maledettamente inquietanti. Sto parlando sul serio. Ti fissano con quegli occhi sgarrati, la bocca dritta e ti fan venire i brividi.
Insomma, Wan hai vinto facile. Una stellina per te.
La seconda stellina te la do perchè il tuo film è visivamente bellissimo. I colori, gli ambienti, la fotografia. . Proprio un lavoretto fatto bene, me lo sono goduta che è un piacere.
La musica ti fa guadagnare a pieno titolo la stellina numero 3.
Con le stelline arriviamo a quota 5. La quarta te la porti a casa per aver usato una leggenda metropolitana, e a me piacciono assai. La quinta ti spetta per aver sfruttato un personaggio così interessante come la siora Mary Shaw dagli occhi pazzi che non ebbe figli ma solo pupazzi.



Il grosso problema è che queste 5 stelline sono le sole cose buone del film.

Il tutto è ben confezionato, e non nego che mi abbia anche divertito (anche se l'autocitazionismo no, dai. Con Saw hai rovinato la media degli horror contemporanei, non tirartela come se avessi girato un Capolavoro).
Ma il tutto profuma di già visto, e soprattutto si ha la triste sensazione di un contenitore vuoto. Una bella scatolina che però non contiene niente.
Quei pupazzi sono un'arma della miseria, avevi la possibilità di rovinarmi un mese di sonno.

E invece, il nulla.

Perchè sprecare un'occasione così?

Menzione speciale alla Judith Roberts (Mary Shaw) che è stata proprio bellina, a differenza di Jamie (Ryan Kwanten) che rientra perfettamente in quell'aurea di mediocrità che si respira per tutta la visione.

Rimane che io i ventriloqui non li reggo. Hai una bocca, parla con quella.




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