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mercoledì 26 settembre 2012

Il quarto tipo, Olatunde Osunsanmi

10:32

Titolo originale: The fourth kind

Anno:2009

Durata: 98 min.

Cos'è il quarto tipo? Nella classificazione ufficiale stilata dal dottor Josef Allen Hynek nel 1972, il quarto tipo corrisponde al rapimento di esseri umani da parte di creature aliene. (Per dovere di cronaca, il primo tipo sono gli avvistamenti, il secondo gli avvistamenti supportati da prove e il terzo è il contatto.) Quindi, è intorno a questo tema che ruota il film, girato con una delle mie tecniche preferite in assoluto: è un mockumentary. I mockumentary sono i falsi documentari, ovvero quei film realizzati come se fossero riprese amatoriali fatte dai personaggi. In questo caso, è un falso documentario un po' particolare. Questa particolarità consiste nel fatto che il film è diviso in due 'sezioni'. In pratica, vediamo alternati dei video che si presentano come reali, ovvero come i veri filmati delle sedute di psicoterapia, ad altri che sono delle ricostruzioni. Sembra molto più complesso di come è realmente!

Ad inizio film vediamo il regista, Olatunde Osunsanmi, che intervista la 'vera' dottoressa Abigail Tyler, per farsi raccontare la sua vicenda per poi poterne trarre un film. Ad interpretarla nella ricostruzione degli eventi sarà Milla Jovovich. La vicenda è questa: il marito della dottoressa Tyler è da poco defunto, e lei ritiene si sia trattato di un omicidio. Per ricostruire cosa sia avvenuto quella notte si sottopone a delle sedute di regressione ipnotica. Visto il fallimento di questo tentativo, la dottoressa decide di tornare al suo lavoro di psicologa e sottopone allo stesso trattamento alcuni suoi pazienti che soffrono di disturbi del sonno. Quando si accorge di numerose somiglianze tra le testimonianze dei suoi pazienti come la presenza ricorrente di un gufo bianco tra i loro ricordi,, Abigail decide di indagare più a fondo, e comincia a valutare l'ipotesi che sia suo marito sia i suoi pazienti siano vittime di un contatto con creature di origine extraterrestre.
 
 
 

Questo film mi ha fatto arrabbiare, ma tanto.

L'idea è decisamente fuori dal comune, niente fantasmi, presenze demoniache, mostri o zombie, semplicemente alieni. E questo è un bel punto a favore. Alieni, oltretutto, che non si vedono mai chiaramente, quindi non si rischia di cadere nel ridicolo con antennine verdi o orecchie a trombetta.

L'idea dell'alternare immagini reali e ricostruzioni è altrettanto bella, e anche fatta bene. Sdoppiare lo schermo con entrambe le immagini è interessante, mi è piaciuto molto. E mi è piaciuta molto anche Charlotte Milchard, l'attrice che ha interpretato la 'vera' Abigail, davvero brava, e credibilissima.
 
 


 

Il problema è che le cose positive finiscono qui.

Il primo aspetto negativo è che si inizia a parlare di rapimenti alieni dopo 42 minuti di film. 42?? Nel frattempo mi potevo vedere due puntate di The big bang theory.

E la trama! Massignur, la trama. Ripeto, mi piace l'idea degli alieni visti come creature spaventose che Dio sa cosa ti fanno quando ti rapiscono. Qui però non succede niente! Si vedono le registrazioni delle sedute di ipnosi che Abigail tiene ai suoi pazienti, e si sentono solo delle gran urla. Non c'è tensione, non c'è suspance, nulla. Ma dico, arriva un tizio che viene da un altro pianeta e ti porta via in un fascio di luce e ti fa urlare come una pazza e ti fa levitare come Reagan dell'Esorcista, PERCHè NON HAI PAURA? Che frustrazione.
 
 


 
Non posso dire molto perchè rischio di rivelare tutto quanto, ma non ha alcun senso. Ci sono degli imput intelligentissimi, che però non vengono sviluppati e rimangono per aria per un po' poi finiscono per dissolversi sotto la stupidità di quello che succede. Che fine fa Scott? Sono arrabbiata. Mi fai un fim che dal punto di vista estetico è bellino, piacevole e originale e poi ci combini delle baggianate. È come comprare un quaderno con una copertina fantastica e poi farci su i compiti di matematica, è uno spreco di materiale!

E l'uccello che si vede non è un gufo, è un barbagianni.



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