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giovedì 29 dicembre 2016

Best Scenes Ever

14:55
Quando la blogosfera chiama, MRR risponde.
Questa chiamata alle armi chiedeva di parlare delle nostre scene preferite.
È stata dura, ci sono stati pianti, separazioni dolorose e risentimenti. Presto ci saranno pentimenti. Queste però sono le scene che mi trovo più spesso a riguardare, in ordine rigorosamente casuale.



1) Sweet Transvestite - The Rocky Horror Picture Show




In questa scena TUTTO È PERFETTO.
L'arrivo maestoso di Tim, il suo trucco, l'espressione da babba della Sarandon, la canzone (pazzesca) e la voce di Curry sono un mix mortale. Una bomba, il mio personalissimo culto, con l'uscita di scena più esemplare di sempre, da applausi a piene mani, di quelli con le mani a coppa che fanno un gran macello.

2) Protezione di Hogwarts - Harry Potter e i Doni della Morte parte II



La mia scena della vita della saga intera è quella che ha luogo nella Stamberga Strillante, nel terzo volume, il momento in cui Sirius e Remus si rivedono. Nei film, però, la protezione della scuola vince su tutti gli altri momenti: migliaia di ragazzini bloccati in un castello, fino a quel momento il luogo più sicuro sulla Terra, e stanno per ricevere un attacco tremendo. La guerra arriva e i pochi adulti presenti fanno quanto è in loro potere per proteggere i loro ragazzi e quella straordinaria scuola che è molto più che un semplice castello. La musica, i ragazzi agitati e in fuga, i quadri anche, la McGranitt in piena forma, la discesa in campo delle statue (al cinema è stata straordinaria da vedere), e infine tutti lì, nel cortile, genitori, professori e alunni più grandi, bacchette al cielo a fare quanto è in loro potere per proteggere la casa loro e nostra. I dissennatori che si allontanano, quasi a dare un momento di tregua, e la magia che diventa visibile, diventando scudo reale contro il male. Da pelle d'oca lunga ore.

3) Le gemelle - Shining



Scegliere un solo momento di Shining è quasi ridicolo. Ma se penso al momento che più mi ha messo alla prova direi che poche scene battono le gemelle. L'inseguimento del triciclo, il respiro di Danny che cresce agitato, le bambine fatte a pezzi...a me dà sempre, sempre, sempre i brividi.

4) Finale - Requiem for a dream

Pochi film mi hanno turbata quanto quella Opera d'Arte che è Requiem for a dream. Splendido, eh, c'è poco da dire. Quel finale lì me lo ricordo ancora come una delle cose più forti a cui abbia mai costretto i miei occhi. E vi chiederete 'E allora perchè la metti qui?' Eh, perchè è favolosa.

5) Inizio - Halloween, La notte delle streghe


Io non so niente di tecnica, ne abbiamo parlato spesso. Se John Carpenter sia oggettivamente bravo, quindi, è un giudizio che lascio a voi. A patto, però, che diate il vostro giudizio dopo avere visto l'inizio di Halloween. Quella salita lì sulle scale me la ricorderò per sempre.

6) L'uomo pallido - Il labirinto del fauno


Se dovessi scegliere una scena, una sola, uscita dalle mani di GDT, non potrebbe essere altro che questa. I colori, Ophelia che non ha paura di niente e quando vede gli occhi sul vassoio se li scruta senza fare una piega e ovviamente la creatura: pallida, immobile, terrificante. È una summa di tutto ciò che dobbiamo conoscere di Del Toro.

7) Il funerale di Royal - I Tenenbaum



Secondo me ho qualcosa che non va tanto bene nella testa, perchè in sta lista ci sono scene che mi hanno fatto piangere come un'asina.

8) The show must go on - Moulin Rouge


Non permetto a nessuno di toccarmi questa canzone. È la canzone della mia vita, la colonna sonora di un'esistenza intera. Se sento una cover, cambio, non sono capace di sentirle e basta. Tranne questa. Vedi sopra, a me piacciono le cose che fanno piangere, e dio solo sa quanto piango ogni volta che vedo un teatro intero, Satin compresa, cercare di farsi forza di fronte all'imminente scomparsa della sua stella più luminosa cantando la canzone più bella che sia mai stata incisa.

9) Finale - Rosemary's Baby



Ditemi che esiste un horror con un finale più disturbante di questo e avrete mia eterna riconsocenza,

10) La scena del treno - La città incantata


Prendete tutto quello che di bello lo Studio Ghibli può fare e concentratelo in una scena: il risultato è la scena del treno de La città incantata.

So che di qui a dieci minuti mi verranno in mente almeno altre trenta scene. Prevedo molti edit in questo post.
Qui gli altri partecipanti:

Bollalmanacco

Director's Cult

SOLARIS

Non c'è paragone

A fish-flavoured apple

Pietro Saba World

martedì 16 agosto 2016

Notte Horror 2016: Candyman

21:14
La mia presenza sulla blogosfera ultimamente fa pietà, non tanto per la miserabile quantità di post che pubblico (che immagino importare a me soltanto) quanto piuttosto per la latitanza dai vostri, di blog. Anche ora, in piena Notte Horror, notoriamente il mio periodo preferito dell'anno blogosferico.
Perdonatemi, ho perso un po' di motivazione. È da un po' di tempo che una battutina fattami nel momento sbagliato mi bazzica per la testa e mi rende più difficile stare qua davanti a parlare con voi. Ma ritorno, eccome se ritorno.
(Anche perché sto per concludere una maratona Evil Dead - film e serie - che mi ha appena ricordato che le teste tagliate con l'affettatrice sono il motivo per cui sto qua, e ne parleremo.)

Detto ciò, torniamo alla Notte Horror.
Non so mai bene con che film portare il mio contributo alla più lodevole e felice delle iniziative dei cinebloggers, ma quest anno sono andata sul sicuro: leggende metropolitane, omicidi, follia e insetti.
Per quelle due anime ancora prive della paura degli specchi, un brevissimo riassunto della trama: Helen è una studentessa che preparando la tesi di laurea si imbatte nella leggenda di Candyman, una gradevole presenza che si manifesta se lo chiami 5 volte davanti ad uno specchio.Se Candyman esista sul serio o se sia solo frutto dell'immaginazione, lo scopriremo noi insieme ad Helen.


Con queste cose qua (dicerie, misteri, leggende, creepypasta...) io ci vado a nozze. Mi intrattengono un sacco, e stanno in quel provocantissimo angolo di mondo in cui stanno le cose che non esistono, o forse sì. 
A me piace definirmi scettica, in linea di massima a queste storie non credo. Però ammetto di esserlo in un modo creativo, non ci credo ma le spalle me le guardo sempre, e se posso evitare di entrare in questi temi la sera diciamo che dormo meglio.
Helen no, lei è proprio una donna di scienza che non crede a niente e se possibile anche a un po' meno di niente. Non è la leggenduola metropolitana ad interessarla, è il contesto in cui è nata. Luoghi di grande degrado, di difficoltà economiche importanti, di criminalità, di speranze per il futuro perse per sempre. Cerco il Candyman per esplorare altro. E di certo non è l'esplorazione ad intimorirla. Entrare in questa realtà complessa non la spaventa, nonostante i tentativi di dissuaderla della sua amica. Ha scelto di entrare in un mondo brutto e sporco, e ne ha pagato le conseguenze.
Mi sento tuttavia di rassicurarvi: da abitante di una casa della residenza popolare garantisco che le nostre scale non sono così colorate.


Questi film che partono con un protagonista così forte delle proprie convinzioni mi attraggono sempre, adoro vedere il modo in cui si gira intorno alla questione per logorare le menti di chi è così ottuso da non vedere che il mondo è molto più ampio delle nostre idee. Che poi, povera Helen, è sbagliato pure dire che sia stata ottusa. È stata umana, comprensibile in ogni gesto. È stato dure vederla subire una serie di ingiustizie così potenti, il Candyman si è rivelato (a sorpresa, io onestamente mi aspettavo un fantasmino e tanti saluti) un personaggio viscido e crudele, privo di empatia e di sensibilità dentinale.
Se la prima parte è quindi piena di indagini sociali, di realtà urbane da scoprire e occhio critico, nella seconda (la mia preferita), la logica e la razionalità riempiono il trolley e vanno dritte dritte a prendere la strada delle meteore. Qua ci sono il sangue, e le apparizioni, e le camicie di contenimento. Ed è bellissimo.

Forse nel mio cuore non raggiunge la potenza di altri signori suoi simili, e in generale il film, pur essendomi piaciuto d non poco, non mi ha fatto certo gridare al miracolo, ma siamo in estate, bisogna guardare tutti gli horror possibili, è il sistema che ce lo chiede.
Iniziate pure con Candyman, poi passate a quelli di cui hanno parlato gli altri bloggeroni. Io porto le patatine.


mercoledì 1 giugno 2016

Liebster Awards 2016

19:24
Da un po' sono 'sparita' dalla blogosfera. Pubblico con la mia solita (ir)regolarità, ma commento sempre meno i blog altrui. Mi rendo conto di quanto villano questo sia, ma scrivere 'Bello!' oppure 'Segno!' non mi va ultimamente. Ci metto un'eternità anche a rispondere ai commenti sul mio, di blog, e questo fa veramente cagare, scusatemi.
Per questo credevo che sarei passata (giustamente) in sordina nel periodo premi primaverile. Proprio quest'anno, invece, i Liebster sono stati più del solito! Grazie, amicy.
Il Liebster Award mi piace perché per una volta i blogger smettono di essere dei nickname o degli avatar e diventano esseri umani reali, con aneddoti, gusti di gelato preferiti e curiosità. Mi piacciono molto. Quindi rispondo, anche quest anno, alle domande dei colleghi, per regalarvi la solita infarcita di fattacci miei.
Sappiate che i vostri, scimmia curiosa che sono, li ho letti TUTTI.




Domande di Alfonso (Non c'è paragone):


.Qual è il film che piace a tutti, ma tu odi impunemente?

In questo momento direi Into the wild, che so avere più nemici di quanto pensassi, ma che di sicuro è molto molto amato. 'Sta baggianata.

.Il tuo lavoro/ambito di studio ha a che fare con il cinema oppure fai tutt'altro?

Nope, sono una barista che vende anche gelati, pasticcini e prodotti del commercio equo solidale.

.Che sport segui?

Non amo lo sport, mi piacciono solo quelli esteticamente belli come il pattinaggio, le gare di tuffi, cose noiosamente girlish.

.Che cosa succede nella tua testa cuando noti un errore grammaticale gravissimo?

Rush cutanei, prurito allo scalpo, cervello in pappa. Ma mi trattengo sempre dal correggere tranne quando sono con i miei amici intimi, per cui ammira la superiorità con cui ignoro il tuo.

.Qual è il tuo libro preferito?

Quello che devo ancora leggere.

.E uno che non hai mai finito di leggere?

Ohhhhh, una marea! Sono una fan del decalogo del lettore di Pennac, se un libro non mi piace non ci perdo tempo.

.Hai mai messo una canzone in repeat talmente tante volte da impararla a memoria subito?

Ogni volta che prendo una cotta per una canzone nuova! Al momento Indecisive di Newton Faulkner e Between a man and a woman dei Flogging Molly.

.Qual è la cosa di poco conto che ti fa più incazzare al mondo?

I rumori fatti con la bocca. Mi scatta la violenza.

.Amore o odio? Ammazzamenti o baci e abbracci?

Io odio un numero incredibile di cose (e persone), ma quando amo amo fortissimo, quindi direi la prima, paradossalmente. I miei amici mi dicono che sono affettuosa, ma non ne sono convinta.

.Sei una brava persona come me che detesta le ship nelle serie TV oppure sei una di quelle che se non shippano muoiono dentro?

È difficile che una coppia fittizia mi emozioni davvero tanto, ma quando succede sono finita, fissa eterna. Due esempi: Monica e Chandler uber alles (non sono stati niente di eccessivo come Ross e Rachel, un amore pacato ma dolcissimo, una proposta di matrimonio da piangerci tutte le mie lacrime) e Lito ed Hernando di Sense8. 

.Dì il nome di un paesino sconosciuto ai più che a te piace tantissimo.

Non so quanto conosciuto sia, ma ho trovato bellissimo Mondolfo, passeggiarci di sera è quasi poetico.

Domande di Giulia (La collezionista di biglietti):



.Il primissimo film che hai visto al cinema (se te lo ricordi):
Non ho ricordi di film da bambina, credo Pocahontas. In età consapevole credo Asterix e Obelix - Missione Cleopatra. Don't judge me.

.Se potessi diventare un personaggio cinematografico qualsiasi per il resto della tua vita, chi sceglieresti?
La bimbetta di Little Miss Sunshine.

.Una cosa che vuoi assolutamente fare prima di morire.
Visitare Instabul.

.L'azione più sconsiderata che hai fatto.
Io sono una ragazzina a modo con la testa a posto, altroché. Forse partire con la mia migliore amica per 3 giorni di festival musicale in Germania armate solo di una tenda da 20€ della Decathlon, tonno in scatola e di una macchina che non regge il minimo.

.La tua citazione preferita.
Due che vogliono dire la stessa cosa:
'Se la vita ha un senso, deve essere quello dell'ironia.'
'Persino negli orrori più spaventosi di rado manca l'ironia.'

.Il tuo passatempo preferito escluso l'intrattenimento.
Mangiare, suppongo.

.L'azione più ponderata che hai fatto, e quanto ci hai pensato prima di farla.
L'ultima volta che ho dovuto parlare dei miei sentimenti a qualcuno sapevo che avrei cambiato la mia e la sua vita, quindi ci ho pensato su per mesi, nonostante avessi la certezza di cadere sul morbido.

.Più da horror o da sentimentale?
Beh...:)

.La cosa che più odi di Blogger.
Odio che funzioni quando e come vuole lui, ma soprattutto odio che non mi faccia scegliere le immagini con cui fare l'anteprima per i post su fb. Non so bene di chi dei due sia la colpa ma li odio. 

.Sei più tipo pantofolaio da divano e film o da serata movimentata?
Non ricordo di avere mai avuto una serata movimentata nella mia vita, sono stata in discoteca massimo massimo 6 o 7 volte in 25 anni e non ho intenzione di far crescere il numero. Una noia mortale.

.Faccio come quelli che ti fermano per strada: 'Qual è l'ultimo libro che hai letto?'
L'ultimo di Faber, Il libro delle cose nuove e strane. Al momento sto leggendo Therese Raquin e Brevi interviste a uomini schifosi di David Foster Wallace.


.Pesce o carne? Mare o montagna?
Carne ma solo bianca e MAREMAREMARE!

.La canzone più bella di sempre.
Quella che sta tatuata sul mio piede: The show must go on, dei Queen.

.Il film con Tom Hanks che preferisci.
Se mi piacesse Tom Hanks direi Il miglio verde.

.Il gusto di gelato o gelato stesso che preferisci.
Solo solo solo gelato alla nocciola. Ci condirei la pasta.

.L'automobile dei miei sogni.
Per me le auto sono tutte uguali, ma al momento ho una cotta per la Toyota Yaris che ho in programma di comprare <3

.Un paese tropicale dove vorresti vivere.
Non ne so uno in particolare, ma direi qualcosa in Asia, dalle parti della Cambogia, del Laos, della Thailandia. . .

.L'attore o l'attrice che vorresti incontrare.
I due attori più belli attualmente sul mercato: Tom Hiddleston e Benedict Cumberbatch. Se invece devo prenderci una pizza direi Martin Freeman. Il bene che gli voglio lo so solo io.

.Una canzone italiana che parla di te o in cui ti riconosci.
Di italiani ascolto solo Mannarino, ma non mi viene in mente niente, che pippa.

.La pizza che ti piace di più.
Nella mia pizzeria di fiducia quella con le verdurine fresche al forno, altrove salamino piccante. E che fame.

.Cosa faresti con un milione di euro?
Sistemerei questa faccenda del comprare un'auto, comprerei una casa per i miei genitori, e soprattutto aprirei un caffè letterario, con i distributori di acqua calda per il tè, i divanetti di velluto e le luci basse.

.Il film che vorresti rivedere prima di morire.
Non sono una che riguarda spesso i film, ma mi considererò adulta quando avrò il coraggio di rivedere L'esorcista.
Cioè nel duemilacredici.


. Perché hai aperto un blog?
Non avevo nessuno con cui parlare della mia passione. Forever alone.

.Quali sono le tue maggiori passioni?
A parte il cinema, direi che amo i libri, amo trovare modi nuovi di cucinare le verdure, mi diverto come una pazza a giocare con i trucchi.

.Qual è stato il tuo viaggio più bello?
Non ho ancora fatto il viaggio della vita, ma senza alcuna modestia io e i miei amici siamo provetti organizzatori di vacanze, ci è sempre andata bene. Poi magari qualche giorno vi racconto di quella volta in cui abbiamo perso l'autobus per Praga.

.Qual è il tuo più grande sogno?
Arrivare ad un punto della vita in cui potrò definirmi serena. E aprire il caffè letterario di cui sopra.

.Una frase, da un film o un libro, che ti ha particolarmente colpito.
La frase che citavo nelle domande di Giulia, quella sull'ironia, è di Lovecraft, sta ne La casa stregata.

.Il personaggio di un film, o di un libro, che senti a te più affine?
Ron Weasley. Sono goffa, impacciata, ripeto sempre le solite imprecazioni, sono piena di lentiggini, provengo da una famiglia che definirei bizzarra, ma quando voglio bene a qualcuno gliene voglio da morire, sono molto leale anche se sembro sempre e solo un cretina.

.Se potessi tornare indietro, cosa cambieresti della tua vita?
Sarei più sincera, in passato non lo sono stata e mi tiene ancora sveglia la notte.

.Il concerto più bello a cui hai assistito?
Flogging Molly premio concerto divertente, Newton Faulkner premio concerto emozionante e Ed Sheeran premio concerto coinvolgente. (Non mi si tocchi il ginger, lo ascoltano le ragazzine ma ha un talento incredibile. Cercatevi un suo live.)

.La persona che più ammiri.
Mia madre.

.A cosa non sai dire di no?

Alla pizza e alle richieste di mio fratello. Mai che gli dica di no, babba che sono.

.Di cosa hai paura?

Faccio prima a dire di cosa NON ho paura, ma in generale: volare per me è off limits, l'altezza in generale, i film di possessione demoniaca, gli insetti e i cani grandi, fino ai banalissimi perdere il lavoro e perdere le persone che amo, pensa un po' che originalona.

Domande di Sam Gamgee (Come nei film):


.Dimmi un film che per te è l'esempio perfetto del perché bisognerebbe amare il cinema.

Ma il mio Shining, chiaramente! Guardi lui e capisci che tutti quei film di merda che hai visto negli anni sono valsi la pena se almeno ti hanno aiutato a comprendere la grandezza di questa roba qui.

.Conseguentemente alla uno: perché bisognerebbe amare il cinema?

Mica si deve:) Ma quando si fa, è come vivere duecento vite, è come regalare la propria emotività ad alcuni sconosciuti e sapere che ne faranno un uso incredibile.

.Una canzone che ti ricorda l'infanzia?

Il pilota di Hiroshima dei Nomadi, Living on my own dei Queen e Hungry eyes di Eric Carmen.

.C'è un film di cui da piccolo sapevi a memoria tutte le battute?

Dirty Dancing. Nessuno può mettere Baby in un angolo.

.Una canzone, un libro, una poesia, un quadro che vorresti vedere trasformare in un film?

Di quadri e poesia non so nulla quindi passo la palla.
Canzone credo qualcosa dei Nirvana, ne uscirebbe un film caotico e tormentato e io lo amerei alla follia. Libro non lo so, forse Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson.

.Se potessi lavorare con qualcuno del mondo del cinema che ammiri, o anche solo guardarlo lavorare, chi sceglieresti?

GUILLERMO. DEL. TORO.

.Se dovessi far conoscere il cinema ad un bambino che guarda solo televisione da dove partiresti? Perché?

Da cose fantastiche, magiche, come La storia infinita. Io poi non amo l'animazione, gli concederei solo i film Ghibli perché così li guarderei con lui.

.Io tendenzialmente non amo le serie TV, la loro qualità è per natura altalenante o proprio effimera e creano dipendenza...un po' non approvo questo loro boom! Per te?

Io ho alcune serie a cui ho lasciato l'anima, ma non guardo nemmeno un quarto delle serie che guarda il blogger medio, sono molto pigra e mi annoio facilmente. Preferisco i film, ma ancora parlo per sole citazioni di Friends, infastidendo chi mi circonda.
Sono infastiditi solo perché non le colgono!

.Dì un personaggio del mondo del cinema o della letteratura che stimi moltissimo.

Siccome Del Toro è già stato nominato dico Neil Gaiman perché non esiste che io scriva un post senz nominare Neil Gaiman.

.Che ne pensi dell'andare al cinema da soli?

Che se avessi un'auto mia lo farei molto spesso!

.Chi, tra 10 o 11 punti per qualsivoglia lista, sceglie 11?

NON IO, MAI.

Come se questa infarcita di fattacci miei non vi fosse bastata, il Liebster prevede che io ve ne dica ALTRI 11, quindi eccoli qua:

. Sono un umano a pois, tutta la mia metà superiore del corpo è ricoperta di lentiggini. Apparentemente, sono l'unica ad odiarle.
. Ho un gusto musicale assolutamente imprevedibile, passo con naturalezza dalla dance anni 80 ai Pink Floyd come se fosse normale, non ho alcun filo conduttore in quello che amo. Amo e basta.
. Se non si fosse capito dalle venti volte che l'ho nominato nelle domande, nel mio pc c'è sempre una finestra aperta con in riproduzione un episodio di Friends. Sempre.
. Metto rossetti scurissimi anche d'estate.
. Faccio yoga.
. Creo playlist idiote su Spotify come se non avessi altro da fare.
. Leggo sempre più di un libro per volta.
. Mi piace tantissimo stirare.
. Sono tremendamente tirchia tranne quando si parla di andare ai concerti.
. Sono una di quelle fastidiose persone sempre incollate al telefono, è una cosa che odio e che vorrei imparare a regolare.
. Sono una di quelle psycho che vogliono i soldi girati nello stesso modo nel portafoglio, a cui urtano le cose storte, che se scrive su un quaderno con la biro blu non può poi usarci su la nera...capito il genere? Una di quelle.

In teoria il premio prevederebbe di taggare altri 11 blogger. Io faccio come le iutubber famose, e la concludo così: consideratevi taggati tutti, in primis gli amichetti che hanno taggato me, sentitevi liberi di rispondere nei commenti e facciamo due chiacchiere insieme su chi sta dietro ai nostri blog.

Vi amo tutti.

Le mie domande, quindi:
1. Quando ascolti la musica ti ritiri in contemplazione oppure sei come me e balli e canti e ti immagini sul palco del Glastonburu?
2. Parliamo di remake e trasposizioni da romanzi: come me sei infantilmente contrari@ a prescindere oppure guardi e poi valuti?
3. Pixar, Disney, Dreamworks o Ghibli?
4. Cosa pensi dei sistemi antipirateria? (Spotify, Netflix, Timmusic..)
5. Qual è il tuo criterio di scelta del film da vedere? Io ci perdo sempre ore, più della durata dei film che poi finisco per vedere.
6. Guilty pleasure musicale, letterario e cinematografico. Fuori i nomi.
7. Hai un pomeriggio libero ma senza internet (gravissimo). Come lo passi?
8. Qual è il tuo momento preferito della giornata per leggere/guardare un film?
9. Al di là di come vi siete presentati sul web, nella vita reale siete estroversi e solari o introversi e incapaci di avere a che fare con la gente come la sottoscritta?
10. Cioccolato al latte o fondente? E badate che questo dice molto su di voi, vi avviso.
11. Ma da voi il caldo è uscito? 

venerdì 20 maggio 2016

Film rivalutati

15:02
Attenzione alla citazione altissima con cui apro il post:
'Quando sbaglio, io lo riconosco.' (papà di Baby, Dirty Dancing)

Io e qualcuno dei soliti noti blogger che parlano di firns sentivamo la mancanza dei post di gruppo, quindi eccoci qua a fare il più vergognoso degli outing. Almeno, per me di questo si tratta, magari gli altri, giustamente più sani, la vivono in modo più leggero.

È che guardare certi film quando si è giovani, innocenti e malleabili come me è difficile. Deve piacerti per forza, è un capolavoro, è un pezzo di storia. . . a me piglia l'ansia da prestazione e alla fine non me li godo. Men che meno ne scrivo, oggi. Ma una volta mi piaceva far vedere che la mia vastiiissima cultura si era allargata ancora un po'.
È successa una cosa del genere con la mia prima visione di Rosemary's Baby.
Ci avevo scritto un post che non vi linko per pudore ma che è facilmente riassumibile con un 'Tutto qui?'


Ma sbagliare non mi piace, e ancora meno mi piace non capire, quindi sono tornata nell'appartamento di Guy e Rosemary.
Forse il sapere la fine della faccenda ti aiuta a guardarla in modo diverso, forse è solo che quando guardi un film horror non ti aspetti avvenimenti gioiosi, sta di fatto che quei titoli rosa, quella panoramica sulla pacifica ed ignara cittadina, alla seconda visione mi hanno iniziato ad infastidire. E da lì la sensazione è quella di un disagio crescente e viscido, come una zanzara che ti ronza intorno ma che non riesci proprio a colpire. E lei continua a volare e sfuggirti, volare e sfuggirti, fino a lasciarti sfinito e vittima di pungiglioni che daranno prurito eterno.
Che poetessa, che similitudini auliche.
Quando poi pensi di averne abbastanza, quando senti che le due ore precedenti piene di strisciante tensione ti abbiano ormai privato di energie, ecco che arriva l'agghiacciante scena finale, che se già alla prima visione mi aveva turbato parecchio stavolta mi ha tolto il fiato.
E anche fatto dormire un po' meno bene del solito.
Il che è tutto un dire.

Mi piacerebbe dire che quella del film di Polanski è stata la sola volta che il mio primo giudizio su un film è stato fuorviante, ma non è così.
C'è stata anche la volta di Cimitero Vivente.



Quella volta lì è stata interessante: una Mari ventenne a malapena che liquida la questione con un 'Ma non fa paura!'
Al primo che mi giudica maratona di film di Snyder a ripetizione (Giacomo, trattieniti).
Avete avuto vent'anni anche voi, avrei potuto seppellire la mia già scarsa ragione sotto chili di cannette fatte col rosmarino, e invece no, giudizi approssimativi su film horror storici perché sì.
Oggi Per Sematary mi fa una paura maledetta, ma non di quella che io mi aspettavo, con i saltoni sulla sedia e gli occhi coperti. (Nonostante fatichi a guardare il volto di Zelda, perché sono una vera tosta, io.) Racconta di un dramma terrificante, di un dolore atroce, della disperazione più nera e delle azioni che comporta. E delle conseguenze di queste azioni, che non possono essere altro che dolorose, di nuovo.
Se alla me insoddisfatta e insoddisfacente il piccolo zombie Gage aveva poco convinto per il suo aspetto così tranquillo, oggi è proprio quello a farmi sobbalzare di più, il suo faccino pulito e bellissimo mi affliggono in modo spropositato.
Una volta mi lasciava indifferente, oggi singhiozzo agghiacciata.

Concludo questa imbarazzante panoramica (fortunatamente breve), raccontandovi anche di quella volta che andavo dicendo che la brutta faccia di tolla di Bruce Campbell non mi piaceva.
Poi ho visto Army of Darkness.


Leggete anche i rivalutati di:
White Russian
Director's cult
Non c'è paragone

mercoledì 10 febbraio 2016

David Bowie Day - Christiane F.

13:52
Non sono una fan di Bowie. Non nel senso che non mi piace, ma nel senso che non lo conosco bene.
E allora, vi chiederete con buona ragione, cosa ci fai in questa iniziativa dei blogger, stavolta nata dalla mente del caro Obsidian Mirror?
Il punto è che quando muore un talento, un gigantesco talento, al mondo manca la sua dose. L'umanità è privata di qualcosa di grosso, e bisogna ribilanciare. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve fare quanto è nelle sue possibilità per dare il massimo, per cercare di colmare il grande vuoto che la povera Terra ora si ritrova.

Muore la Montalcini? Leggiamo un libro in più, studiamo un po', guardiamo su Netflix un documentario che ce ne sono di eccezionali.
Muore Bowie? Diamoci all'arte. Dipingiamo un brutto disegno su un tovagliolino del bar, scriviamo una poesia che non leggerà nessuno, cantiamo fino a perdere la voce, bruciamoci gli occhi per la quantità di film che vediamo.


E quindi eccomi qui, a logorare ancora un po' i miei occhi già provati, parlando con voi di un film che ho avuto la sfortuna di vedere per la prima volta in un'età decisamente non appropriata, finendo inesorabilmente per detestarne ogni fotogramma, esattamente come avevo detestato il libro, che avevo avuto la brillante idea di leggere.
Riguardarlo con qualche anno di più è stato sicuramente salutare.

Bowie si vede per qualcosa come due minuti. Eppure è un protagonista indiscusso. Quando la musica è una passione forte diventa colonna sonora della vita, momento di emozione irripetibile, amica comprensiva e insostituibile. E Christiane Bowie lo adora. La musica è sottofondo delle azioni quotidiane, da quelle più basilari, ai momenti indimenticabili con gli amici, è l'unico punto di incontro con quel compagno della madre che non le piace molto, è quello che ronza nella testa la prima volta che Christiane passa dalle droghe leggere all'eroina, dopo il concerto, il solo momento in cui David si vede in faccia.


Io negli anni 80 mica c'ero. Ero nei progetti dei miei, ma mancava ancora un po' al mio arrivo. Per mia fortuna, quindi, la devastante 'epidemia' dell'eroina non l'ho vissuta. La conosco di fama, perché è impossibile sfuggirne, perchè siamo ancora circondati da persone che in quegli anni hanno perso qualcuno di amato.
Tecnicamente il film è collocato un po' prima, agli inizi degli anni 70. Per quei pochi che ancora non l'avessero visto ripercorro la storia di Christiane: 13 anni (dico davvero, TREDICI), famiglia un po' scombussolata da genitori separati, sorella che sceglie di stare col padre e madre assente. Inizia a frequentare il Sound, discoteca più famosa di Berlino, dove scopre il mondo delle droghe. (Nella realtà Christiane si è avvicinata al Sound già avviata al mondo delle sostanze illecite, ma il film chiaramente mica poteva durare 6 anni) Conosce qui Detlef, del quale si innamora. La loro storia li farà sprofondare insieme in un vortice senza uscita.

Mah, dire senza uscita poi è sbagliato. Il film si conclude con la sua disintossicazione.
(Non è spoiler, è uscito da qualche tempo un altro suo libro, quindi doveva essere viva, non picchiatemi) In realtà basta informarsi un minimo per scoprire che la sua vita non si è mai allontanata completamente dal mondo della droga. E questo, per me, è devastante. L'eroina è stata la sua compagna di vita. Ha solo avuto più culo di altri, Christiane, parliamoci chiaro. Poteva morire a 14 anni, a 20, a 40. Ne ha 54.

Il film mi ha presa, mi ha afferrata nell'alto del bigottismo in cui mi piace crogiolarmi, mi ha buttato a terra e mi ha picchiata.
Guardavo inorridita il momento in cui, pieno di tranquillità, Detlef confida alla ragazza di prostituirsi, di considerarlo solo un lavoro, niente di che. Lo guardavo accarezzarla, come ha fatto dolcemente per tutto il film, mentre le rivelava una realtà così terrificante, e tremavo. Per lei, perché è stato lì che ha permesso alla droga di prendersi la sua vita: accettare le conseguenze dello stile di vita che ci si è scelti, senza opporvisi neanche per un istante, è come lasciargli la vittoria a tavolino.
E così è andata, sebbene oggi lei sia viva. È comunque un punto per la droga.


Sono troppo perbenista per questo.
Per i locali marci, sporchi, per la prostituzione, per quella massacrante scena di masturbazione in auto, con la vita 'normale' che ti scorre fuori dai finestrini, per il vomito sulle pareti.
L'avevo già detto parlando di quell'Opera d'Arte che risponde al nome di Requiem For A Dream: questi sono i film che vanno proiettati nelle scuole.
Perché gli anni 80 saranno un ricordo, il passato, e l'eroina non è più la peste che era.
Ma è solo il nome a cambiare. Ieri l'eroina, oggi qualcos'altro, domani qualcos'altro ancora.

Sono le nostre debolezze a restare sempre le stesse, ed è questo che dovrebbe farci paura.

Come ogni  - day che si rispetti non sono certo sola, ci sono anche loro:
L’uomo che cadde sulla terra (1976) su In Central Perk
The Elephant Man (1980) su The Obsidian Mirror
ChristianeF. (1981) su Mari’s Red Room
Furyo (1983) su White Russian
Miriam si sveglia a mezzanotte (1983) su Combinazione Casuale
Tutto in una notte (1985) su Non c’è paragone
Labyrinth (1986) su Director’s Cult
C.R.A.Z.Y (2005) su Pensieri cannibali
The Prestige (2006) sul Bollalmanacco di cinema

domenica 24 gennaio 2016

Cinema Italiano I love You: Shadow

14:41
SPOILEEEEER! NEI SOTTERRANEI, SPOOILEEEER!
Io ve l'ho detto.


Quando i cinebloggers chiamano io sto sempre lì, in prima fila, col braccio alzato a scalpitare per partecipare sempre. Stavolta Alessandra, sempre di Director's Cult, propone il cinema italiano, tanto per ricordare a chiunque bazzichi da queste parti che non siamo solo Checcozaloni.
E io non è che mi drogo.
Shadow è un film italiano davvero, fidatevy.
Diretto dal buon Zampaglione, tanto per darvi conferme.

Premessa, io sono contenta che Zampaglione esista e si sia messo dietro la mdp.
Il catalogo italiano offre commedie che generalmente mal tollero oppure filmoni intensi e importanti pregni di significato e di denuncia sociale. E va bene, queste cose vanno bene, ci vogliono. Ma se sono solo queste è mica vero che al quarto film italiano di fila io devo sbattere ripetutamente la testa contro il muro?
CHE NOIA.
Il mio caloroso benvenuto va quindi a qualsiasi proposta che si discosti da questo percorso che chissà quali circostanze hanno contribuito a creare.


In Shadow abbiamo un reduce di guerra partire per un viaggio per l'Europa, per lasciarsi tutto alle spalle. Durante una gita in bici in montagna incontra una giovane, con la quale metterà i bastoni tra le ruote ad un paio di cacciatori che non la prenderanno molto bene.
La vera morale del film ti insegna che anche quando credi di essere il più cattivo, ci sarà sempre qualcuno più cattivo di me.
E se ti prende sono volatili senza zucchero.

Non mi sono mai messa a parlare dei significati metaforici di un film perché io poetica mai. Non inizierò certo adesso, mi limito a linkarvi questo post de Il Buio in Sala. Nono solo il buon Giuseppe fa una delle sue inimitabili analisi, ma lo stesso Zampaglione nei commenti ha illustrato i suoi intenti.
Niente di quello che potrò mai dirvi io potrà mai valere più di quello che ha detto chi 'sto Shadow l'ha creato.

Quindi, come al solito, parliamo di sensazioni a pelle. (E a proposito di pelle vi comunico che io, sempre sul pezzo, scopro la storia della pelle dei rospi solo guardando questo film, #Zampaglioneperilsociale)
La mia, di pelle, non è ricoperta di droghe, il che è utile se devi lasciarci entrare le sensazioni che ti sta trasmettendo un film. In questo caso avrei quasi preferito di essere un agglomerato di sostanze illecite, perché sotto la pelle mi sono entrati sporcizia, malanno, senso di colpa. Mi è penetrata nei pori l'aria sporca, scura, malsana che si è respirata nell'ultima parte,
Mi si è risvegliata una profonda repulsione per la guerra, che credo sia insita nell'essere umano. Mi è salita la paura, ho sentito il pianto di un bambino e mi sono venuti i brividi.
E quella palpebra tagliata, rivista con la consapevolezza che non fosse una tortura casuale è raggelante.
Con me Shadow funziona, alla grande.


E poi, lo spoiler.
Avete presente quando un film si avvicina al finale e vi ritrovate a dire: 'Adesso è tutto un sogno, eh, minimo!'
Ecco, stavolta lo è davvero.
Incredibile.

Non sono ovviamente la sola ad avere parlato di cinema italiano, però. Ci hanno pensato anche loro:
Solaris: Io sono l'amore
White Russian: Non essere cattivo
Pensieri Cannibali: Non essere cattivo
Director's Cult: Il volto di un'altra
Non c'è paragone: Basilicata Coast to Coast
In Central Perk: Maicol Jecson
Bollalmanacco: Almost Blue
Delicatamente perfido: Italiano medio

martedì 24 novembre 2015

PPPasolini day: Salò o le 120 giornate di Sodoma

08:32

Fino a poco tempo fa, se qualcuno mi avesse sfidato a guardare Salò gli avrei risposto, citando Veronica Mars, indossando un rossetto fatto con il mio dito medio.


Poi un giorno Alessandra (DIrector's cult, qui), anche in seguito a quella polemica lì di cui però qui non si parla, ha detto che, insomma, prima o poi lo si doveva fare un giorno dedicato al Pasolini. Prima o poi significa oggi. Le mie dita non mi hanno lasciato tempo per pensare e hanno scritto, sborone, 'Io faccio Salò!'.
Le mie dita sono state severamente punite.

Sottolineo con forza la mia assoluta assenza di pretesa di recensire una cosa del genere. Non ne ho le competenze e non so quante persone al mondo effettivamente le abbiano. Chi sicuramente le aveva oggi non è qui a parlarne, per cui ci arrangiamo. Qui oggi si parla di sensazioni, più o meno a caldo.
Altra premessa dovuta: non si parlerà di Pasolini, paradossalmente. Non lo conosco se non di fama, questa è la prima volta che incontro qualcosa di suo, pertanto ogni frase che scriverò e che conterrà il suo nome sarà da riferirsi solo ed esclusivamente a Salò. (Sì, ho accettato di partecipare al day proprio per iniziare a conoscerlo.)

La trama la conoscete: nell'Italia fascista quattro signori, rappresentanti di quattro forti poteri (il Presidente, l'Eccellenza, il Duca e il Monsignore) si rintanano in una villa, opportunamente isolata, in compagnia di diversi giovani. In questa villa daranno sfogo alle loro perversioni, che non sono poche.

Vi dico immediatamente la mia opinione flash così chi non è interessato agli sproloqui può fermarsi qui: non fa per me.



E adesso, con calma, argomentiamo.

Non conoscendo, mi ripeto, Pasolini, non ho idea di quali potessero essere i suoi obiettivi, con Salò. Se voleva spingere alla riflessione, con me ci è sicuramente riuscito, ma forse non nel modo più scontato. È da quando ho finito la visione che ci penso, ma non rifletto sui contenuti del film quanto piuttosto SUL film. Cerco di spiegarmi.
Io sono una di quelle per cui l'umanità è composta per la maggiore da deficienti. Non pensiate che li guardo con superiorità, io sono una di loro. Per questo motivo ho sempre pensato che per aprire certi occhi troppo chiusi e certe menti troppo ottuse ci volesse la forza. Immagini shockanti. parole intense, contenuti impegnativi. (Dando per scontato il rispetto, chiaramente: non credo che si debba mostrare il corpo di un bambino morto in spiaggia per parlare della situazione dei profughi siriani, per me è stato shockante quell'articolo che mostrava i contenuti delle loro borse, per esempio. Il bambino che alza le mani terrorizzato di fronte ad una macchina fotografica per me è un'immagine sconvolgente. Parlo di cose di questo tipo.). Per questo tutto credevo tranne che sarei finita a fare la moralista. Perché, spoiler, è quello che sto per fare.
Conscia di questa mia opinione credevo che la potenza delle immagini di Salò mi sarebbe stata indifferente a fronte del messaggio che tramite esse si andava a lanciare. Non è stato così. Ovviamente è un film difficilissimo da guardare, anche per gli occhi più consumati dall'orrore, ma non è quello. Il problema per me è stato questo: con queste immagini prepotenti e crudeli si è andati ad affrontare temi fondamentali. Il problema è che in me non sono nate riflessioni nuove rispetto a quelle che ho sempre fatto rispetto, appunto, ai temi in questione. Non so se mi sto spiegando bene per cui faccio un esempio: uno dei temi portanti è il potere, no? Il potere e le conseguenze che ha sulle persone (sia su coloro che lo portano sia su coloro che ne sono vittime) mi hanno sempre fatto paura. L'autorità mi mette in soggezione da che ho memoria, da piccolina odiavo tutti gli uomini adulti tranne Patrick Swayze. Scappavo anche dal mio vicino di casa, e garantisco che non è colpa di alcun trauma, era proprio una brava persona. Non è che Salò mi abbia aperto gli occhi, ha solo dato un'ulteriore conferma a quelli che già erano i miei pensieri. Allora quello che mi chiedo è: mi è servito a qualcosa, vedere stupri, cene aberranti, torture, persone trasformate in pezzi di carne? Credo di no. Ma qui spunta un'altra riflessione. Una mente filofascista, una mente che magari alla questione dell'abuso di potere non ha mai pensato, può avere tratto giovamento da una visione così? Può essere stata per qualcuno una pellicola pedagogica? Qualcuno con il paraocchi, qualcuno che per natura è poco portato al pensiero più astratto, qualcuno che si è avvicinato alla pellicola sperando di vedere tante donnine nude, può avere tratto dei benefici da un film simile? Badate bene che non sono domande sarcastiche, sono riflessioni che condivido con voi. Può effettivamente essere stato il punto di svolta all'interno del cervello di qualcuno?
E se non lo è stato, la colpa a chi è da attribuirsi? A chi non l'ha saputo capire, o a Pasolini, che ha usato un linguaggio che non è fruibile ai più?

Perché quando sei un personaggio così popolare e fai un film, sai che avrà attenzione massima, e che quindi lo guarderà un buon numero di persone. Oggi meno: la sua fama lo precede, e chi si approccia alla visione sa esattamente a cosa andrà incontro. Ma chi invece non se ne rende conto? Chi sperava nel filmettino soft porn? Perché tra tutte le critiche che si leggono raga, quella sulla pornografia non sta proprio in piedi, come sottolinea giustamente Exxagon, perché se riuscite ad eccitarvi con una cosa del genere vuol dire che state male tanto quanto i signori. C'è tanto sesso, sì. Ed è ripugnante, nella sua forma peggiore. Quasi più del sesso in sè, però, a disturbarmi sono stati i baci. Ripetuti e disgustosi baci strappati a quei giovani resi corpi senz'anima; credo mi disturberanno il sonno per un bel po'.


Ogni cosa di questo film è volta ad angosciare chi lo guarda, c'è una cura per i dettagli che mi ha reso difficile vedere ogni singolo fotogramma. Dal soffermarsi un secondo di troppo sugli sguardi vuoti di chi ha perso completamente la dignità, all'inquadrare le mani dei signori, elegantemente ornate da fedi nuziali che non hanno fatto altro che dare un tocco disturbante di umanità a chi di umanità ne sembrava privo del tutto. È stata proprio questa totale assenza di umanità a rendermi il film insopportabile, più che le (efferatissime, ho dovuto distogliere lo sguardo molte più volte di quanto mi piaccia farlo) scene di violenza tanto chiacchierate. Non c'è speranza di salvezza, nè di redenzione, nessuno sarà salvo. Occhi spenti indossati da giovani privati dei vestiti (la nudità obbligata per me è terrificante, un'angoscia che non pensavo di provare), come se tutta la loro dignità fosse nascosta lì, nei taschini delle camicie. E le risate, ah quelle mi hanno fatto bollire di rabbia. E la leggerezza delle tre ex prostitute mi ha dato la nausea, sembravano dire 'Vedete, ragazzi? Fate i buoni, che il sacrificio che state facendo ora vi porterà ad essere eleganti e spensierate signore come lo siamo noi.'

Se era questo l'intento di Pasolini, allora con me ha funzionato. Se voleva suscitare in me ogni tipo possibile di sensazione negativa, il film è un capolavoro. Se invece voleva portarmi alla riflessione, invece, non ci è riuscito, per i motivi di cui sopra.
La sola cosa certa è che questo non è la mia cup of tea. Non è il cinema che amo, che mi fa brillare gli occhi, che mi solleva da un periodaccio.
Volevo scrivere 'da un periodo di merda', ma passerà un po' prima che possa dire certe parole con leggerezza.

Ovviamente non ho parlato di Pasolini solo io. Ci sono anche i miei amicy:
Directors' Cult - Mamma Roma
Non c'è Paragone - Medea
Solaris - Pasolini di Abel Ferrara
White Russian - Accattone
Combinazione casuale - Teorema

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